Biblioteca (lettura pubblicata dalla BBT the bhaktivedanta book trust international)



Ritorno a Krishna

La rivista del movimento Hare Krishna

volume 5 n. 5/6

maggio-giugno 1993

Dio è luce. L'illusione è tenebre. Dove c'è Dio non c'è illusione.















Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
Fondatore Acarya
dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krishna,

Srila Prabhupada è arrivato dall'India in Occidente nel 1965, all'età di sessantanove anni, per soddisfare la richiesta del suo maestro spirituale di insegnare la Coscienza di Krsna in Occidente.
In dodici anni ha pubblicato più di settanta volumi di traduzione e commenti degli antichi testi classici vedici, già distribuiti in tutto il mondo in circa quattrocento milioni di copie.
Viaggiando in Europa, America, Asia, Australia e Africa, Srila Prabhupada ha strutturato il movimento in una confederazione mondiale di asrama, scuole, templi, centri culturali e comunità agricole.
Ha lasciato questo mondo nel 1977 a Vrndavana, in India, il luogo più caro a Sri Krsna.
I suoi discepoli continuano il movimento a cui egli ha dato vita.















La Rivista del Movimento Hare Krishna

RITORNO
A KRISHNA

FONDATA NEL 1944

Sped. abb. post. gr. III/70 % Dir. Prov. P. T. FI

FONDATORE (sotto la direzione di
Sua Divina Grazia Sri Srimad
Bhaktisiddhanta Sarasvati Prabhupada)
Sua Divina Grazia
A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada

DIRETTORE RESPONSABILE:
A. D'Ambrosio  Ali Krsna devi dasi

REDATTORE CAPO:
Parabhakti devi dasi

HANNO COLLABORATO:
bhaktin Emanuela, bhaktin Marina, bhaktin Nicoletta, Tirtha dasa


AMMINISTRAZIONE:
Nimai Pandita dasa

ABBONAMENTI:
Dana-nistha devi dasi

PRONUNCIA. La translitterazione dei termini sanscriti contenuti in questa rivista è stata eseguita secondo un metodo adottato internazionalmente. La a si pronuncia a chiusa. La a si pronuncia a, aperta e lunga. La i si pronuncia i lunga. La u si pronuncia u lunga. La j si pronuncia g dolce. La r si pronuncia ri. La s si pronuncia sc (come in scena), altrettanto s ma più sibilante. La h è sempre aspirata. Krsna si pronuncia Krishna (il suono sc è dolce); Caitanya si pronuncia "Ciaitanya".

NOMI SPIRITUALI. I membri dell'Associazione Internazionale per la Coscienza di Krsna, ricevono uno dei nomi di Krsna o di un Suo grande devoto seguito dal suffisso dasa (dasi per le donne) che significa "servitore". Per esempio il nome Krsna dasa significa "servitore di Krsna".

ABBONAMENTI. Per informazioni sugli abbonamenti scrivere a:
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50028 Tavarnelle Val di Pesa FI
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RITORNO A KRISHNA  Pubblicazione mensile registrata presso il tribunale di Milano n° 199 del 13/03/89

VOL. 5 N. 5/6 — maggio-giugno 1993

Bhaktivedanta Book Trust Italia

Strada Bonazza 12  50028 Tavarnelle Val di Pesa - FI

FOTOLITO: F.C.M.  Marcallo Con Casone (MI)

STAMPA: Grafiche Cometa - Magenta










CALENDARIO VAISNAVA

Calendario Vaisnava  Gaurabda 507  1993 d.C.

Maggio:
2 domenica: Mohini Ekadasi
5 mercoledì: Nrsmha Caturdasi
17 lunedì: Apara Ekadasi
31 lunedì: Pandava Nirjala Ekadasi (digiuno completo anche dall'acqua)

Giugno:
15 martedì: Yogini Ekadasi
19 sabato: Scomparsa di Gadadhara Pandita e di Srila Bhaktivinoda Thakura (digiuno fino alle 12)
21 lunedì: Ratha Yatra
30 mercoledì: Sayana Ekadasi















CONOSCENZA SPIRITUALE
La cura per i mali di quest'era.
Una lezione tenuta da Srila Prabhupada

IL TRIONFO DI RAMA
La storia sensazionale di questa apparizione del Signore sul nostro pianeta.

SRIMADBHAGAVATAM
Continua la pubblicazione del più grande classico della spiritualità.

LA PUBBLICITA'

DONNE COSCIENTI DI KRSNA
La vera liberazione della donna.

L'OSSERVATORE VEDICO
La questione sessuale.

LA SUBLIME STORIA DI KRSNA PER BAMBINI
Lo SrimadBhagavatam continua anche per i più piccoli.

I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA
L'operatore della macchina universale.

LA FESTA DELLA DOMENICA

CANTATE HARE KRSNA E SIATE FELICI



IN COPERTINA: Sri Ramacandra con la Sua eterna consorte Sita devi, la Sua espansione plenaria Sri Laksmana, e il suo eterno servitore Hanuman.















CONOSCENZA SPIRITUALE
La Cura Per I Mali Di Quest'Era

Una conferenza di Sua Divina Grazia A.C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada
fondatore acarya della Società Internazionale per la coscienza di Krsna.

anarthopasamam saksad
bhaktiyogam adhoksaje
lokasyajanato vidvams
cakre satvatasamhitam

"La pratica unitiva del servizio di devozione ha il potere di alleviare direttamente le sofferenze materiali, d'altronde superflue, dell'essere individuale. Ma per lo più gli uomini la ignorano, perciò il grande erudito Vyasadeva compilò questa Scrittura vedica che tratta della Verità Assoluta". (SrimadBhagavatam 1.7.6).

Ci sono due tipi di conoscenza: la conoscenza materiale e la conoscenza spirituale. La conoscenza materiale è una conoscenza che si riferisce alle necessità del corpo, mentre la conoscenza spirituale si riferisce alle necessità dell'anima spirituale, la coscienza all'interno del corpo. Il sistema moderno di istruzione impartisce soltanto conoscenza materiale. Ma la conoscenza materiale è superflua, perché il corpo stesso è superfluo.
Tutti sanno che questo corpo non è permanente ma nessuno conosce la causa del suo corpo attuale o quale tipo di corpo avrà nella sua vita futura. Durante le nostre vite passate abbiamo creato un certo tipo di mentalità e, a causa del nostro karma, abbiamo ottenuto un particolare tipo di corpo in questa vita attraverso il quale godiamo o soffriamo. In realtà, non c'è alcun godimento: c'è soltanto sofferenza. Per esempio: accendiamo il ventilatore perché il corpo sta soffrendo, altrimenti non ci sarebbe bisogno del ventilatore. E abbiamo bisogno della luce perché senza luce gli occhi soffrono. Quindi è stata scoperta l'elettricità, per sopperire alle esigenze del corpo materiale. Il corpo è perciò anartha "ciò che non è richiesto". Artha significa "qualcosa di cui si ha bisogno" e anartha "ciò che non è richiesto" o "qualcosa imposto inutilmente".
Sfortunatamente la gente non sa che è possibile esistere senza il corpo materiale. In realtà, noi esistiamo in un corpo spirituale e il corpo materiale non è che una copertura. Proprio come una camicia e una giacca ricoprono il corpo materiale, così il corpo materiale ricopre il corpo spirituale.
Quando una persona comprende che il suo corpo materiale non è necessario, ottiene la vera conoscenza, o brahma-jnana. Noi cerchiamo di insegnare alle persone questa comprensione  il principio di base di tutta la conoscenza vedica  che non siamo materia ma spirito e che dobbiamo ricercare il fine ultimo del nostro corpo spirituale.
Alcuni trascendentalisti, gli jnani, pensano che se l'anima spirituale si fonde con l'Anima Suprema e diventa tutt'uno con il Brahman, ci sarà una fine alle sofferenze causate dal corpo. E altri trascendentalisti  gli yogi pensano che poter osservare continuamente il Paramatma, lo Spirito Supremo all'interno del cuore, con la propria visione spirituale sia la soluzione alle loro sofferenze. Ci sono poi quelli che non hanno alcuna conoscenza spirituale, gli sciocchi e i mascalzoni, che pensano di poter raggiungere la perfezione della vita soddisfacendo i propri sensi. Questi sono i karmi.
Quindi ci sono tre tipi di persone che cercano di alleviare le sofferenze causate dal corpo materiale. Ma la vera soluzione è quella di rimanere nel corpo spirituale e incontrare Dio, la Persona Suprema, faccia a faccia e vivere con Lui in un'eterna, beata vita di conoscenza. Questo è lo scopo della coscienza di Krsna, o bhaktiyoga.
La maggior parte della gente cerca il piacere gratificando i propri sensi e perciò si trova coinvolta in attività peccaminose che generano sofferenza. Per esempio, alcuni cibi sono prescritti per gli esseri umani: verdura, riso, grano, latte, zucchero e così via... Questi sono alimenti che il Signore ha destinato agli esseri umani. Ma chi non segue questa restrizione stabilita dal Signore, agisce in modo peccaminoso e dovrà soffrire. Il Signore Supremo fornisce cibo a tutti, ma il cibo per il cane o per il maiale non è lo stesso assegnato all'essere umano. No. Tena tyaktena bunjitha "Devi godere solo di quei cibi che ti sono stati assegnati dal Signore Supremo". E se trasgrediamo questa legge commettiamo un peccato.
Anatomicamente noi siamo adatti a cibarci di frutta, verdura, riso, grano, latte, latticini e così via. Ma se imitiamo i cani e i gatti mangiando qualsiasi cosa indiscriminatamente, allora il nostro prossimo corpo potrà essere quello di un maiale o di un cane o di un gatto. Questa è la legge della natura. Come Krsna dice nella Bhagavadgita: karannam gunasango 'syasadasad-yoni-janmasu "a seconda di come ci si associa con le diverse influenze della natura, si ottiene il corpo successivo".
Perciò, sia che si possieda un corpo umano o il corpo di un essere celeste, o quello di un gatto o di un cane, di un albero o di una pianta, quel corpo non è necessario. Siamo tutti anime spirituali eterne ma abbiamo accettato un corpo materiale come se fossimo noi quel corpo. E poiché il corpo cambia costantemente, noi pensiamo di stare cambiando.
Gli uomini sono dei tali stupidi e mascalzoni che non chiedono mai: "Se sono eterno, perché devo cambiare corpo?". Questa è intelligenza, chiedere come mai siamo soggetti alla sofferenza causata dal corpo. Questa domanda è detta: brahma-jijnasa, domanda sulla Verità Assoluta. Solo facendo questo tipo di domande è possibile mitigare le sofferenze causate dal corpo materiale. Sfortunatamente la gente non è interessata alla Verità Assoluta. Se si chiedesse a chiunque "Qual è la causa della tua sofferenza e cosa potresti fare per alleviarla?", nessuno saprebbe rispondere. Non si sa come attenuare le sofferenze.
Perciò Srila Vyasadeva, che ha piena conoscenza, scrisse questo satvata-samhita, lo SrimadBhagavatam. Samita significa "libro della conoscenza vedica" e satvata significa "completamente puro" o "per i perfetti spiritualisti".
Come possiamo fare uso dello SrimadBhagavatam? E' spiegato nel verso successivo:

yasyam vai sruyamanayam
krsne paramapuruse
bhaktir utpadyate pumsa
sokamohabhayapaha

"L'ascolto del messaggio di questa Scrittura vedica è sufficiente a far immediatamente germogliare nell'essere il desiderio di servire con amore e devozione Sri Krsna, il Signore Supremo; allora le fiamme del lamento, dell'illusione e della paura ne rimangono subito soffocate".
Soka, moha e bhaya sono i nostri costanti compagni. Soka significa lamento, moha significa illusione e bhaya significa paura. Siamo sempre confusi da queste cose. A volte ci lamentiamo: "Oh, ho perso il mio impiego, ho perso mio figlio, ho perso tante cose". Dopo tutto, la vita in questo mondo materiale non è altro che una perdita continua. Alla fin fine non c'è alcun profitto. Perciò, qualunque cosa per la quale si stia lavorando in questo mondo materiale, per quanto si cerchi la felicità, se non si esegue alcun servizio devozionale si sta semplicemente lavorando per nulla (srama eva hi kevalam). L'unica cosa che si ottiene è la fatica stessa.
Eppure, sebbene la gente soffra a questo modo, non si rende conto di stare soffrendo. Considera la sofferenza come un godimento. E questa è illusione, o moha. Noi ci lamentiamo continuamente, sotto l'illusione accettiamo una vita di lamenti come se fosse piacevole e il risultato è che siamo sempre timorosi: "Cosa succederà poi? Cosa accadrà?".
Tutte queste condizioni sono anartha, non necessarie, imposte su di noi. In realtà noi siamo parti infinitesimali di Krsna, che è saccitananda, eterno, pieno di conoscenza e di piacere. Questa è la nostra vita, non una vita fatta di mangiare, dormire, accoppiarsi e difendersi. Queste cose sono imposte su di noi quando ci identifichiamo con il corpo materiale. Quindi quando i nostri pensieri sono assorti sul corpo materiale, noi soffriamo.
Se vogliamo sollievo dalla sofferenza, dovremmo ascoltare regolarmente lo SrimadBhagavatam (yasyam vai sruyamanayam). Quale sarà l'effetto? Krsne paramapuruse bhaktir utpadyate: il nostro servizio devozionale a Krsna, la Persona Suprema, sarà risvegliato. E finalmente capiremo Krsna realmente.
Krsna è descritto come adhoksaja "Colui che è al di là dell'esperienza materiale". Non è possibile comprendere Krsna con la conoscenza materiale. I così detti eruditi studiano Krsna con la conoscenza materiale. Ma non è possibile conoscerLo a questo modo. Krsna stesso lo dichiara nella Bhagavad-gita: naham prakasa sarvasya yogamayasamavrta: "Non mi rivelo a chiunque perché la Mia potenza dell'illusione Mi nasconde ai loro occhi". Altrove Krsna dice: avajananti mam mudha manusim tanum asritam: "Gli stolti mi denigrano quando scendo in questo mondo nella forma umana". Gli stolti credono che Krsna sia uno di loro.
Quindi Krsna è adhoksaja, al di là della visione materiale. Se cercate di vedere Krsna con la vostra ricerca materiale, non sarete mai in grado di vederLo. Ma qualcuno potrebbe dire: "Posso vedere Krsna grazie alle mie attività pie". No, anche questo non è possibile. "Posso vedere Krsna tramite la speculazione filosofica". No, anche questo non è possibile. "Posso vedere Krsna praticando lo yoga mistico". Anche questo non è possibile. Allora come è possibile vedere Krsna? Krsna dice: bhaktya mam abhijanati "Posso essere conosciuto solo tramite il servizio devozionale puro". Se volete vedere Dio, dovete adottare questo
semplice metodo: bhaktiyoga, o servizio devozionale. Più vi impegnerete nel servizio al Signore e più realizzerete Krsna. Altrimenti non è possibile conoscerLo. Questo è il messaggio della Bhagavad-gita.
Lo SrimadBhagavatam è un'ulteriore spiegazione della conoscenza trasmessa nella Bhagavad-gita. Dovremmo ascoltare il Bhagavatam ogni giorno (nityam bhagavatasevaya).
I templi del movimento per la coscienza di Krsna servono proprio per poter ascoltare ogni giorno lo Srimad-Bhagavatam. Dovete ascoltare ogni giorno lo SrimadBhagavatam, allora tutti i vostri anartha saranno ripuliti. Allora comprenderete che Krsna è paramapurusa, la Persona Suprema.
La Persona Suprema è Krsna e Krsna ne dà conferma nella Bhagavad-gita: matta parataram nanyat: "Non c'è autorità superiore a Me". Sfortunatamente, poiché siamo invidiosi, non accettiamo Krsna quale Persona Suprema. Diciamo "Perché Krsna deve essere la Persona Suprema? Qualcun altro potrebbe esserlo". Questa è invidia. Noi cominciamo con l'essere invidiosi di Krsna e poi espandiamo la nostra invidia in molti altri modi. Nella vita di tutti i giorni siamo invidiosi dei nostri amici, di nostro padre, perfino di nostro figlio, che cosa dire degli altri: uomini d'affari, insegnanti e così via. Pensiamo: _perché mai qualcuno dovrebbe precedermi?". Questa è coscienza materiale.
Ma quando si comprende Krsna, quando si diventa coscienti di Krsna, si diventa non invidiosi. Si diventa amici di tutti, e  poiché la gente soffre a causa della mancanza della coscienza di Krsna  si desidera aiutare gli altri. E' per questo che noi andiamo di porta in porta, di villaggio in villaggio, di paese in paese, di città in città. Stiamo semplicemente cercando di espandere la coscienza di Krsna. E, per grazia di Krsna, abbiamo dei successi.
La natura del devoto è di essere paradukhadukhi: molto triste nel vedere gli altri in condizioni miserabili. Tutti soffrono per mancanza di coscienza di Krsna. Quindi il nostro unico impegno è quello di risvegliare in loro la coscienza di Krsna: allora tutto il mondo sarà felice. Molte grazie...















Milioni di anni fa, Dio apparve sulla terra nella parte del più benevolo
dei governanti e del più intrepido degli eroi che il mondo abbia mai conosciuto

IL TRIONFO DI RAMA

di SATSVARUPA DASA GOSWAMI



Milioni di anni fa, secondo le fonti vediche, il Signore Supremo apparve su questo pianeta nella parte del guerriero Ramacandra per realizzare il Proprio volere e per manifestare i Propri passatempi. I passatempi di Sri Rama sono descritti nel Ramayana, la famosa Scrittura Vedica di Sri Valmiki. Il Ramayana è stato scritto sotto forma di poema storico ed epico ma contiene le informazioni essenziali dei Veda originali. Il Ramayana e il Mahabharata (di cui la famosa Bhagavad-gita è un capitolo) sono particolarmente consigliati per l'epoca attuale molto più dei complessi Veda o delle tesi filosofiche del Vedantasutra che per la loro complessità si prestano maggiormente a interpretazioni errate in quest'epoca di decadimento e di ipocrisia.
Il Ramayana racconta come Sri Ramacandra apparve sulla terra in una forma umana dal colorito verdolino e il corpo lucente come fresca erba verde.
E' importante rilevare che si può comprendere meglio il contenuto del Ramayana se lo si accetta così com'è. Quando si narrano i passatempi di Dio, la Persona Suprema, non si tratta affatto di allegorie. L'allegoria è un testo che conduce a una verità superiore a quella descritta letteralmente. Ma la più elevata realizzazione della perfezione spirituale è che la Verità Assoluta è una persona. Ciò preclude ogni possibilità di andare al di là del Signore per arrivare ad una Verità più elevata.
Sebbene per gentilezza verso i Suoi devoti Sri Rama sia apparso nella forma umana, Egli è il Signore Supremo e la Sua nascita è trascendentale sotto tutti gli aspetti e priva di qualsiasi traccia materiale. La Sua storia, come vedremo, è perciò meravigliosa e piena di mirabili imprese.
Ramacandra era figlio del re Dasaratha ed era il beniamino di Suo padre e di Sua madre, la regina Kausalya, così come era l'eroe e il prediletto di Ayodhya, la capitale di ciò che in seguito fu l'unico regno presente nel mondo.
Quando cominciò a invecchiare il re Dasaratha decise di lasciare il regno a Rama, suo figlio maggiore. Mentre una gioiosa Ayodhya si preparava ad incoronare il suo amato principe, una delle regine del re Dasaratha, la regina Kaikeyi, congiurava per destituire Rama così che suo figlio Bharata potesse occupare il trono. Convinta da una cameriera disonesta che Rama avrebbe ucciso suo figlio se fosse diventato re, la regina approfittò della promessa di due favori che suo marito le aveva concesso, grato per il servizio che essa gli aveva reso. Chiamò suo marito nelle sue stanze e gli chiese di mandare in esilio nella foresta Rama per quattordici anni e di incoronare Bharata re di Ayodhya. Quando il re udì queste richieste per lo shock perse i sensi.
Da vero ksatriya qual era, Dasaratha doveva mantenere la promessa anche se questa avrebbe significato un destino peggiore della morte. La veridicità era la sua religione e doveva quindi mantenere la promessa.
Quando Sri Ramacandra ricevette la terribile notizia, rispose solo: "Va bene. Andrò via di qui e vivrò per quattordici anni nella foresta Dandaka con animo incrollabile."
La moglie di Rama era la bella e casta Sita: Sri Ramacandra l'aveva ottenuta quando, nell'assemblea riunita per la scelta del marito di Sita, aveva rotto un arco che era così pesante che occorrevano trecento uomini per trasportarlo. Rama soddisfece così il padre di Sita, Janaka, e sposò Sita che era dotata di qualità trascendentali. E' chiaro che, essendo Sri Ramacandra Visnu stesso, il Signore Supremo, Sita in realtà era Laksmi, la dea della fortuna. Essendo la figlia del re santo Janaka, era abituata a un modo di vivere principesco. Ciò nonostante quando Rama le disse che doveva restare nella città sotto la protezione di Bharata durante il Suo esilio, Sita Gli rispose con aria offesa: "Se Tu Ti recherai nella foresta, andrò davanti a Te e Ti faciliterò il cammino schiacciando le spine con i piedi. Non Ti lascerò né potrai dissuadermi dal farlo. Non mi dispiacerà passare tanto tempo con Te.
Laksmana, l'amato fratello di Ramacandra, era presente quando Rama parlava con Sita. Si strinse ai piedi di loto di Ramacandra perché trovava insopportabile qualsiasi separazione da Rama. Rama cercò di dissuaderlo, ma nulla riuscì a convincere Laksmana: era determinato ad accompagnare Sita e Rama nella foresta per tutta la durata del loro lungo esilio.
Vivere nella foresta era un insulto abominevole per un principe, ma Ramacandra cercò di confortare Sita facendole notare la bellezza del naturale...
Mentre Rama, Sita e Laksmana venivano esiliati nella foresta, entrò nella loro vita l'orribile Ravana. Ravana era un grande demone che possedeva quasi tutto e che con lunghe e tremende austerità aveva ottenuto grandi poteri con cui era riuscito a sconfiggere i deva Kuvera e Indra. Regnava sull'isola di Lanka e possedeva grandi ricchezze e opulenza. Con i suoi "Pirati della notte" vagava nelle foreste per uccidere e cibarsi degli eremiti impegnati in pratiche spirituali. Ravana aveva anche una lunga carriera di violentatore di fanciulle in qualunque luogo le trovasse e aveva un harem di centinaia di donne che si erano arrese al suo influsso materiale di ricchezza e potenza.
Si reputava invincibile e disprezzava Dio. Da perfetto materialista qual era, ne metteva in dubbio perfino l'esistenza. Metteva in discussione qualsiasi cosa positiva e non accettava i cauti avvertimenti sulle reazioni negative che derivano dagli atti peccaminosi. Sfidando Rama con il rapimento di sua moglie Sita comunque, Ravana stava scegliendo la morte e si lanciò a capofitto verso quello che era il suo inevitabile destino.
Per attuare il rapimento di Sita, Ravana si servì di Marica, suo capo militare. Ravana gli chiese di trasformarsi in un cervo dorato e di saltellare davanti a Sita: Quando Sita avrebbe chiesto di averlo, Rama e Laksmana lo avrebbero seguito e Sita sarebbe stata rapita.
Quindi Marica, sotto le sembianze di un meraviglioso cervo dalle macchie d'argento e lucente come un gioiello, apparve davanti a Sita nella foresta e attrasse Sita in modo tale che ella chiese a Ramacandra di catturarglielo. Ramacandra era ovviamente a conoscenza che poteva trattarsi della magia Raksasa di Marica, ma decise comunque di prendere il cervo: se avesse scoperto che si trattava di Marica, lo avrebbe ucciso. Dopo aver fermamente ingiunto a Laksmana di restare con Sita, Ramacandra inseguì il cervo che si mostrò inafferrabile, quasi invisibile. Alla fine Rama decise di ucciderlo e scoccò una freccia mortale che penetrò nel cuore di Marica come un serpente fiammeggiante.
Ma, all'ultimo momento, Marica gridò a gran voce: "Ahimè Sita, Ahimè Laksmana!"
Mentre Sita attendeva nella capanna con Laksmana il ritorno di Ramacandra, udì le urla di Marica e credette fossero di Rama. Disse quindi a Laksmana di correre subito in aiuto di Rama. Benché Laksmana respingesse l'idea che Ramacandra potesse essere in pericolo, Sita insistette perché andasse e lo trovasse. Così Ravana riuscì nel suo intento: trovò Sita da sola e la portò via con la forza.
Ravana, dalle dieci teste e dalle venti braccia, assiso su un carro trainato da asini, volò nel cielo tenendo stretta Sita. Questo gesto suggellava definitivamente la sorte avversa di Ravana. Non solo sarebbe morto per essersi impadronito della moglie di un altro ma non sarebbe stato neanche in grado di godere di lei nel frattempo, neanche per un momento.
Incapace di soddisfare la propria lussuria con la forza, Ravana poteva solo minacciare Sita che se entro dodici mesi non si fosse piegata ai suoi voleri, l'avrebbe fatta tagliare a pezzi e avrebbe pranzato con i suoi resti.
Ramacandra, privato di Sita, piombò nella disperazione più profonda, Laksmana tentò di consolarlo ma Egli non gli prestò attenzione. Alla fine i due fratelli trovarono dei segni lasciati da Sita, brandelli del suo abito persi nella lotta contro Ravana e ornamenti che le erano caduti quando era salita sul carro di Ravana. Rama e Laksmana ricevettero anche delle informazioni da Jatayu, il vecchio re degli uccelli, ora morente per aver cercato di fermare Ravana quando era volato via, Jatayu disse a Ramacandra e a Laksmana che Ravana aveva rapito Sita e di farsi aiutare da Sugriva, il re delle scimmie, per riportarla indietro.
Sugriva in effetti li aiutò mobilitando le sue armate ed inviandole alla ricerca di
Sita. Dopo mesi di vane ricerche, le armate iniziarono a perdere ogni speranza. Alcune ritornarono, altre si dispersero in terre straniere. Fu Hanuman, il consigliere capo del re, che venne a sapere del regno di Lanka che si trovava a grande distanza, nell'Oceano Indiano.
Hanuman chiese di volare alla ricerca di Sita. Essendo figlio del dio del vento, Vayu, Hanuman aveva la facoltà di volare e attraversò con un balzo l'Oceano Indiano in direzione di Lanka.
Ridottosi alle dimensioni di un gatto, Hanuman entrò poi tranquillamente nella capitale di Ravana, prestando particolare attenzione a tutto ciò che vedeva.
Come servitore era perfettamente conscio che poteva essere catturato in qualsiasi momento e rovinare il progetto. "Se dovessi morire" pensava Hanuman "sorgerebbero grandi ostacoli alla realizzazione del progetto del mio maestro." Ancora oggi Hanuman è elogiato da tutti i santi e gli studiosi della scienza vedica come il servitore ideale per la sua dedizione incrollabile verso Sri Ramacandra.
Hanuman cercò Sita dappertutto riuscendo infine a localizzarla nel cuore della densa foresta di Asoka. Le garantì di essere stato inviato da Ramacandra e le promise che ben presto Si sarebbero ricongiunti. Poi quando lasciò l'isola di Lanka uccise da solo migliaia di guerrieri Raksasa e incendiò l'intera città.
L'armata composta da milioni di scimmie si mobilitò e si diresse verso l'oceano. Il Signore fece gettare nell'oceano dai Suoi fedeli servitori come Hanuman e Sugriva enormi massi che per la Sua potenza suprema galleggiarono sull'acqua fredda formando un ponte che raggiunse Lanka. L'armata poi marciò dentro Lanka proprio sotto il naso del Signore dei Raksasa. Iniziò subito un combattimento corpo a corpo e grandi eroi da entrambe le parti combatterono fino alla morte giorno dopo giorno. Infine, uno dopo l'altro, i grandi condottieri Raksasa caddero davanti al potere senza limiti di eroi come Hanuman, Laksmana, Sugriva e Ramacandra. Alla fine Sri Ramacandra uccise Ravana con un'arma brahmastra lanciata dal suo arco.
Valmiki narra l'origine di quest'arma che apparteneva a Brahma e fu tramandata ai saggi. Il brahmastra era unto di grasso e sangue e fumava come il fuoco eterno. Era duro e aveva un suono profondo e quando fu scagliato da Ramacandra spaccò in due il cuore di Ravana, privandolo così della vita.
Rama si ricongiunse quindi a Sita ed essendo terminati i quattordici anni di esilio ritornarono a Ayodhya su un aereoplano decorato di fiori.
Sua Divina Grazia Bhaktivedanta Swami Prabhupada così spiega l'apparizione di Ramacandra: "Gli studi comparativi sulla vita di Krsna e Ramacandra sono estremamente complicati, ma il principio base è che Ramacandra apparve come il re ideale mentre Krsna apparve come Dio, la Persona Suprema, sebbene in realtà non ci sia alcuna differenza tra i due. Un esempio similare è quello di Sri Caitanya che apparve come devoto e non come Dio, la Persona Suprema, sebbene fosse Krsna in persona. Dobbiamo quindi accettare l'aspetto del Signore e adorarLo com'è. Il nostro servizio deve essere in armonia con l'aspetto del Signore. Perciò negli Sastra ci sono ingiunzioni specifiche. Per adorare per esempio Sri Caitanya bisogna cantare Hare Krsna."
Sri Valmiki afferma che colui che ascolta sempre questa narrazione epica viene assolto da tutti i suoi peccati. Colui che ascolta con il dovuto rispetto non incontrerà nella sua vita nessun ostacolo. Vivrà felicemente con i suoi vicini e i suoi cari e vedrà i suoi desideri realizzati da Ramacandra, Dio, la Persona Suprema.



Figure:
Ramacandra lasciò il Suo regno, la ricchezza e gli amici e andò nella foresta (estrema sinistra) con Sua moglie Sita, e Suo fratello minore Laksmana. Nell'assemblea in cui Sita doveva scegliere il suo futuro sposo (sinistra), Ramacandra ruppe il potente arco appartenente a Siva. Ramacandra lo piegò, lo tese e lo ruppe nel mezzo proprio come un elefantino rompe una canna da zucchero.
La potente scimmia soldato Hanuman, figlio del deva del vento, saltò dalla riva della costa indiana sull'isola di Lanka. A destra, Ramacandra fa gettare ai Suoi soldati scimmia pesanti massi nel mare che per la potenza suprema del Signore galleggiano sull'acqua.
Ramacandra disse a Ravana: "Tu sei il più abominevole dei cannibali. Oggi Io, che non fallisco mai, Ti punirò." Dopo aver così rimproverato Ravana, Ramacandra infilò nell'arco una freccia diretta a Ravana, la scoccò e trafisse come una folgore il cuore di Ravana. Dopo aver ucciso il demone Ravana e liberato Sita, Ramacandra ritornò nella Sua capitale Ayodhya su un aereoplano decorato di fiori (sopra). Fu accolto dai principi che versarono su di Lui piogge di fiori fragranti mentre Brahma e le altre grandi personalità glorificarono le Sue attività in grande esultanza.















Scritture Vediche

SRIMADBHAGAVATAM

Primo Canto: La Creazione

Continua la pubblicazione dello SrimadBhagavatam, il grande classico della spiritualità scritto cinquemila anni fà da Krsna Dvaipayana Vyasa, tradotto dall'originale sanscrito da Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada Lo SrimadBhagavatam, l'essenza di tutte le Scritture Vediche, è la scienza spirituale che ci permette di conoscere non solo la sorgente ultima di ogni cosa, l'Essere Supremo, ma anche la relazione che ci unisce a Lui, e spiega che il nostro dovere è di agire per migliorare la società umana in base a questa conoscenza infallibile. Chi fosse interessato all'intera opera può contattare la Bhaktivedanta Book Trust Italia.



CAPITOLO SETTIMO

yasyam vai sruyamanayam
krsne paramapuruse
bhaktir utpadyate pumsah
sokamohabhayapaha

yasyam: questa Scrittura vedica; vai: certamente; sruyamanayam: semplicemente ascoltando; krsne: a Sri Krsna; parama: supremo; puruse: alla Persona Divina; bhaktih: sentimenti devozionali; utpadyate: germoglia; pumsah: dell'essere; soka: afflizione; moha: illusione; bhaya: paura; apaha: ciò che estingue.



TRADUZIONE

L'ascolto del messaggio di questa Scrittura vedica è sufficiente a far immediatamente germogliare nell'essere il desiderio di servire con amore e devozione Sri Krsna, il Signore Supremo; allora le fiamme del lamento, dell'illusione e della paura ne rimangono subito soffocate.



SPIEGAZIONE

Di tutti i sensi il più potente è l'udito, che agisce anche durante il sonno profondo. Quando è sveglio un uomo può facilmente proteggersi da ogni eventuale nemico, ma quando dorme soltanto l'udito lo avverte del pericolo. E l'importanza del potere uditivo è qui ribadita per ciò che riguarda l'accesso alla più alta perfezione dell'esistenza, cioè la liberazione dalle tre fonti di angoscia materiale. Infatti, ogni essere in questo mondo è costantemente preda del dolore, insegue il miraggio di oggetti illusori e teme sempre eventuali nemici. Questi sono i tre sintomi fondamentali della febbre materiale. Il verso dichiara che semplicemente ascoltando il messaggio dello Srimad-Bhagavatam nasce un attaccamento per il Signore Supremo, Sri Krsna, e contemporaneamente scompaiono i sintomi della febbre materiale. Srila Vyasadeva, come già sappiamo, non è altri che il Signore Supremo e infinitamente perfetto, e questo verso, da lui composto, contribuisce a stabilire la supremazia di questo stesso Signore Supremo, Sri Krsna.
Il servizio di devozione conduce infine allo sviluppo di un amore puro per la Persona Suprema. Il termine "amore", che si usa di solito per indicare la relazione che unisce l'uomo e la donna, è l'unica parola che possa designare in modo appropriato anche la relazione tra Sri Krsna e gli esseri individuali. La Bhagavadgita designa gli esseri individuali col termine prakrti, che in sanscrito si riferisce a un oggetto femminile. Il Signore, invece, è sempre indicato come il parama purusa, il maschio supremo. Di qui la similitudine tra i sentimenti che uniscono il Signore agli esseri individuali e quelli che legano in questo mondo l'uomo e la donna, da cui l'uso molto appropriato del termine "amore per Dio".
Il servizio d'amore e di devozione al Signore inizia dall'ascolto delle Sue glorie. Non c'è differenza tra il Signore e ciò che si ascolta su di Lui, perché Egli è assoluto in tutto. Perciò sentir parlare di Lui significa venire a contatto con Lui attraverso la vibrazione sonora spirituale. E questo suono spirituale è così potente che agisce subito come rimedio per le afflizioni materiali menzionate prima. Quel certo smarrimento che l'essere individuale subisce a contatto con la materia, come si è visto prima, gli fa vedere come una realtà il suo imprigionamento illusorio nel corpo materiale. A causa di questo "complesso" ingannatore gli esseri condizionati, soggetti a condizionamenti diversi, diventano in altrettanti modi preda dell'energia illusoria. L'illusione che ne deriva prevale anche, attraverso l'aderenza ai diversi "ismi" o teorie, negli uomini dalle facoltà superiori più sviluppate e ha l'effetto di spezzare la relazione d'amore che li unisce al Signore e quindi quella che deve unire gli uomini tra loro. L'ascolto del messaggio dello SrimadBhagavatam scioglie il vano "complesso" del materialismo lasciando gradualmente comparire nella società ciò a cui aspirano con tanto ardore i politici: la vera pace, tra uomini e tra nazioni. E' vero che essi desiderano la pace, ma tanto intensa è la loro ostinazione a voler dominare la materia, che l'illusione e la paura continuano. Non sarà perciò un congresso a portare la pace nel mondo. Solo ascoltando il messaggio dello SrimadBhagavatam, centrato sul Signore Supremo, Sri Krsna, si può raggiungere la pace. Che i nostri politici sconsiderati tengano pure per secoli e secoli conferenze al vertice o commissioni d'intesa in vista della pace, ma non vedranno una conclusione ai loro sforzi. Infatti, finché non avremo ristabilito la nostra perduta relazione con Krsna, l'illusione che ci fa scambiare il corpo per il vero sé rimarrà e, con essa, rimarrà la paura.
Quanto alle prove sulla divinità assoluta di Sri Krsna, se ne ritrovano centinaia di migliaia nelle Scritture rivelate e anche attraverso le testimonianze dei devoti tuttora viventi o vissuti in numerosi luoghi santi, come Vrndavana, Navadvipa e Puri. Anche nel dizionario Kaumudi alla voce Krsna corrisponde "il figlio di Yasoda" e "Dio, la Persona Suprema, o il Param Brahman". In breve, il semplice ascolto del messaggio di questa Scrittura vedica, lo SrimadBhagavatam, permette di stabilire un legame diretto col Signore Supremo, Sri Krsna, legame grazie al quale si potrà raggiungere la più alta perfezione dell'esistenza, trascendere cioè la sofferenza, l'illusione e la paura materiale. A seconda che le tre fonti di angoscia rimangano o svaniscano, si potrà valutare l'attenzione prestata all'ascolto delle letture dello SrimadBhagavatam.



VERSO 8


sa samhitam bhagavatim
krtvanukramya catma-jam
sukam adhyapayam asa
nivrttiniratam munih

sah: questa; samhitam: Scrittura vedica; bhagavatim: in relazione col Signore Supremo; krtva: dopo aver compilato; anukramya: con la revisione; ca: e; atmajam: suo figlio; sukam: Sukadeva Gosvami; adhyapayam asa: insegnò; nivrtti: il sentiero della realizzazione spirituale; niratam: impegnato; munih: il saggio.



TRADUZIONE

Dopo aver compilato e revisionato lo SrimadBhagavatam, il grande saggio Vyasadeva lo insegnò a suo figlio, Sri Sukadeva Gosvami, che già era sulla via della realizzazione spirituale.



SPIEGAZIONE

Lo SrimadBhagavatam è il commento naturale del Brahmasutra, o Vedantasutra, anch'esso compilato da Vyasadeva e destinato a coloro che sono già impegnati sulla via della realizzazione spirituale. Lo Srimad-Bhagavatam è fatto in modo che semplicemente ascoltando il suo messaggio c'impegniamo subito su questa via. Pur essendo destinata in particolare ai paramahamsa, coloro che sono pienamente assorti nella realizzazione spirituale, quest'opera penetra fin nell'intimo del cuore dei materialisti stessi. Anche i materialisti, che cercano la soddisfazione dei sensi, troveranno in questa Scrittura vedica il rimedio per tutti i loro travagli materiali. Sukadeva Gosvami, da parte sua, era già un'anima liberata al momento della nascita, e suo padre volle che ricevesse l'insegnamento dello SrimadBhagavatam.
Gli intellettuali profani non sempre sono d'accordo sulla data della compilazione dello SrimadBhagavatam. Tuttavia, dal testo stesso del Bhagavatam risulta certo che fu compilato prima della scomparsa del re Pariksit e dopo che Sri Krsna lasciò il pianeta. Durante il suo impero su Bharatavarsa, il regno del mondo, Maharaja Pariksit castigò l'essere nel quale si trova personificata l'età di Kali. Secondo le Scritture e gli studi astrologici, l'era di Kali ha avuto inizio cinquemila anni fa circa. A quell'epoca risale quindi la compilazione dello SrimadBhagavatam. Il Mahabharata lo precede, e anteriori al Mahabharata sono i Purana. Ecco l'ordine cronologico di queste diverse Scritture. Inoltre lo SrimadBhagavatam esisteva già in forma sintetica prima ancora che Vyasadeva ne desse la versione elaborata su istruzione di Narada. Questo Testo costituisce la scienza che permette di seguire il nivrtti-marga, il sentiero della realizzazione spirituale, l'opposto del pravrtti-marga, cioè la via del piacere dei sensi, verso cui tutte le anime condizionate si sentono istintivamente attratte ma che Narada ha apertamente condannato. L'obiettivo dello Srimad-Bhagavatam è quello di curare la febbre materialistica dell'uomo, di mettere un termine definitivo alle sofferenze dell'esistenza materiale.



VERSO 9


saunaka uvaca
sa vai nivrttiniratah
sarvatropeksako munih
kasya va brhatim etam
atmaramah samabhyasat

saunakah uvaca: Sri Saunaka chiese; sah: egli; vai: certamente; nivrtti: sul sentiero della realizzazione spirituale; niratah: sempre impegnato; sarvatra: sotto ogni aspetto; upeksakah: indifferente; munih: saggio; kasya: per quale ragione; va: o; brhatim: vasto; etam: questo; atmaaramah: che è soddisfatto in sé stesso; samabhyasat: intraprendere lo studio.



TRADUZIONE

Sri Saunaka disse:
Sri Sukadeva Gosvami seguiva già il sentiero della realizzazione spirituale, dunque trovava in sé stesso la soddisfazione. Perché, quindi, intraprese lo studio di un Testo così vasto ?



SPIEGAZIONE

La maggior parte degli uomini generalmente crede che la perfezione dell'esistenza consista nel sospendere ogni attività materiale per aderire fermamente alla via della realizzazione spirituale. Sono detti karmi coloro che trovano il piacere nella soddisfazione dei sensi o si assorbono in attività filantropiche materiali, che mirano ad accrescere il benessere corporale altrui. E tra migliaia, anzi milioni, di karmi forse uno raggiungerà la realizzazione spirituale e diventerà atmarama. Il termine atma designa l'anima, e rama significa "chi trova piacere". Tutti sono alla ricerca del più alto piacere, ma il tipo di piacere varia da un essere all'altro. Così, i piaceri di cui godono i karmi sono diversi da quelli degli atmarama, che sono completamente indifferenti ai piaceri materiali. Srila Sukadeva Gosvami aveva già raggiunto il livello di atmarama, tuttavia provava il desiderio di affrontare lo studio del sublime SrimadBhagavatam. Questo ci dimostra che lo SrimadBhagavatam costituisce un oggetto di studio superiore persino per gli atmarama, che hanno già superato tutti i rami della conoscenza vedica.



VERSO 10


suta uvaca
atmaramas ca munayo
nirgrantha apy urukrame
kurvanty ahaitukim bhaktim
itthambhataguno harih

sutah uvaca: Suta Gosvami disse; atmaramah: coloro che trovano la soddisfazione nell'atma (l'anima); ca: anche; munayah: saggi; nirgranthah: liberi da ogni schiavitù; api: sebbene; urukrame: al grande eroe; kurvanti: fanno; ahaitukim: puro; bhaktim: servizio di devozione; itthambhuta: così meravigliose; gunah: qualità; harih: del Signore.



TRADUZIONE

Suta Gosvami disse:
Tutti gli atmarama, che traggono la soddisfazione dall'anima, e soprattutto coloro che sono situati sulla via della realizzazione spirituale, pur essendo già liberi da ogni schiavitù della materia, provano il desiderio di servire la Persona Divina con una devozione pura. Il Signore, infatti, possiede qualità trascendentali, capaci di affascinare tutti gli esseri, anche quelli liberati.



SPIEGAZIONE

Sri Caitanya Mahaprabhu ha spiegato questo verso, detto l'atmarama sloka, molto brillantemente davanti al suo discepolo principale, Srila Sanatana Gosvami. Egli prese in considerazione in questo sloka undici elementi: 1) atmarama, 2) ca, 3) munayah, 4) nirgrantha, 5) api, 6) urukrama, 7) kurvanti, 8) ahaitukim, 9) bhaktim, 10) itthambhutagunah, 11) harih.
Secondo il dizionario sanscrito Visvaprakasa, il termine atma ha sette differenti significati: 1) il Brahman, o la Verità Assoluta, 2) il corpo, 3) la mente, 4) lo sforzo, 5) la perseveranza, 6) l'intelligenza, e 7) la natura propria dell'essere.
Il termine munayah può significare: 1) i pensatori, 2) coloro che sono gravi o silenziosi, 3) gli asceti, 4) coloro che sono perseveranti, 5) i mendicanti, 6) i saggi, 7) gli uomini santi.
Il termine nirgrantha può significare: 1) chi è libero dall'ignoranza, 2) chi non è legato alle leggi delle Scritture, cioè chi non è tenuto a seguire le regole e i principi enunciati nelle varie parti delle Scritture, o Veda, che trattano dell'etica, della filosofia, della psicologia, della metafisica, ecc. - in altre parole si tratta degli sciocchi e degli illetterati, dei bambini di strada, ecc., 3) chi capitalizza i beni, e 4) chi è povero.
Secondo il dizionario Sabdakosa, il prefisso nir può indicare: 1) la certezza, 2) l'enumerazione, 3) la costruzione, e 4) l'interdizione, mentre la parola grantha comporta numerosi significati, tra cui quello di ricchezza, tesi e vocabolario.
La parola urukrama designa Colui le cui attività sono gloriose. Krama significa "passo", e il termine urukrama è usato in particolare per indicare l'avatara Vamana, che con due passi immensi coprì l'universo intero. Sri Visnu, il Signore, è onnipotente, e le Sue attività sono infinitamente gloriose. E' Lui che con la Sua potenza interna ha creato il mondo spirituale e con la Sua potenza esterna l'universo materiale. Nelle Sue forme onnipervadenti è presente ovunque come Verità Assoluta, mentre nella Sua forma personale Egli rimane sempre nel Suo regno assoluto, a Goloka Vrndavana, dove manifesta i Suoi divertimenti sublimi e infinitamente vari. Le Sue azioni non possono essere paragonate a quelle di nessun altro, perciò il termine urukrama può veramente applicarsi a Lui soltanto.
Secondo le regole della formazione dei verbi sanscriti, kurvanti significa "servire gli altri". In questo verso sta dunque a indicare che gli atmarama servono il Signore, Urukrama, non per qualche motivo personale, ma soltanto per il Suo piacere.
Il termine hetu significa causa. Esistono numerose cause o fonti di soddisfazione per i sensi, e si possono raggruppare tutte nelle grandi categorie del piacere materiale, dei poteri yoga e della liberazione. Questi sono i tre obiettivi più ambiti dagli uomini desiderosi di migliorare la loro esistenza. I piaceri materiali sono innumerevoli e i materialisti, poiché si trovano sotto l'influsso dell'energia illusoria, sono grandemente desiderosi di accrescerli sempre più. Non si può fare un elenco completo di tutti i piaceri materiali, né alcun essere in questo mondo potrebbe goderli tutti. I poteri yoga sono otto: diventare infinitamente piccolo, vincere le leggi della gravità, ottenere tutti gli oggetti dei propri desideri, dominare la natura materiale, soggiogare altri esseri, creare dei pianeti, diventare infinitamente grande e compiere ogni sorta di meraviglia. Tutti questi poteri sono descritti nello Srimad-Bhagavatam, nell'undicesimo Canto, capitolo quindicesimo. Infine, per quanto riguarda la liberazione, questa si presenta sotto cinque forme.
La devozione pura implica il servizio al Signore senza alcun desiderio di godere per sé dei benefici menzionati prima. E questo servizio puro, che i devoti liberi da ogni aspirazione personale offrono a Sri Krsna, può soddisfare pienamente il Signore Sovrano. Numerose tappe segnano il progresso verso il servizio di devozione puro. Al livello materiale la pratica del servizio di devozione comporta ottantun aspetti, ciascuno di qualità differente. Poi, al di là di queste attività c'è la pratica spirituale del servizio di devozione, che è unica ed è detta sadhanabhakti. Infine, quando la pratica incontaminata della sadhanabhakti raggiunge lo stadio dell'amore puro per il Signore, si cominciano a superare a una a una le nove progressive tappe del servizio d'amore, che corrispondono a diversi sentimenti: attrazione, amore, affetto, emozione, affinità, attaccamento, abbandono, estasi e intensi sentimenti di separazione. L'attrazione di un devoto unito al Signore da una relazione neutra può svilupparsi fino allo stadio dell'amore spirituale, quella di un devoto attivo nel servizio al Signore fino allo stadio dell'attaccamento, e quella di un devoto legato al Signore da amicizia o da affetto parentale fino allo stadio dell'abbandono. Invece il devoto animato da sentimenti amorosi per il Signore giunge all'estasi e infine sviluppa con intensità il sentimento di separazione da Lui. Questi sono alcuni degli aspetti del puro servizio di devozione offerto al Signore.
Secondo l'Haribhaktisudhodaya le parole itthambhuta esprimono l'idea di felicità completa. In confronto all'oceano di felicità pura che nasce dalla visione del Signore Supremo, la beatitudine spirituale che comporta la realizzazione del Brahman impersonale diventa paragonabile all'insignificante quantità d'acqua contenuta nell'orma dello zoccolo di un vitello. La forma personale di Sri Krsna è infinitamente affascinante: c'è in essa ogni fascino, ogni felicità e ogni emozione, o sentimento (rasa). Questo fascino è così potente che nessuno cambierebbe questa visione per tutti i piaceri materiali, i poteri yoga e la liberazione. Tale affermazione non ha bisogno di alcun argomento logico per sostenersi, ma aggiungiamo che è nella natura di ogni essere diventare affascinato dalle qualità del Signore, Sri Krsna. Dobbiamo d'altra parte sapere, e con certezza, che le qualità del Signore non hanno nulla in comune con le qualità materiali, bensì sono piene di felicità, conoscenza ed eternità. Le Sue qualità sono innumerevoli, e ogni essere si sente diversamente attratto da una o dall'altra di esse. Grandi saggi, come Saunaka, Sanatana, Sananda e Sanatkumara, quattro devoti fissi nel voto di continenza, hanno sentito un'attrazione per il profumo dei fiori e delle foglie di tulasi mischiate alla polpa di sandalo e offerte ai piedi di loto del Signore. Sukadeva Gosvami si sentì affascinato dai sublimi divertimenti del Signore, eppure aveva già raggiunto la liberazione; prova, questa, che i divertimenti del Signore non hanno nulla di materiale. Le giovani gopi, da parte loro, subivano il fascino dell'aspetto fisico del Signore, e Rukmini, la prima regina di Krsna a Dvaraka, era attratta dall'ascolto delle Sue glorie. Sri Krsna attrae persino la mente della dea della fortuna. Gli accade anche di affascinare la mente di tutte le ragazze, e quella di donne mature suscitando in loro sentimenti materni; e anche la mente degli uomini, che si comportano con Lui come servitori o amici.
Il termine hari contiene numerosi significati, ma in particolare indica che il Signore, designato con questo nome, distrugge per il Suo devoto ogni cosa sfavorevole, rapisce la sua mente e la riempie di puro amore spirituale per Lui. Così, se nei momenti di profondo sconforto ci ricordiamo del Signore, diventeremo liberi da ogni sofferenza e angoscia. Gradualmente il Signore distrugge per il Suo puro devoto tutti gli ostacoli che si ergono sulla via del servizio di devozione, ed è allora che si manifesta il risultato della pratica delle nove attività devozionali - ascoltare ciò che riguarda il Signore, glorificarLo, e così via.
Con la Sua persona e i Suoi attributi sublimi il Signore esercita il potere del Suo fascino su tutte le funzioni psicologiche del puro devoto. Il potere del Suo fascino è talmente grande che il puro devoto non si sente mai attratto da nessuna delle quattro attività della religione. Tale è il carattere affascinante degli attributi trascendentali del Signore, Sri Krsna.
Se si aggiungono le parole ca e api agli altri nove elementi di questo verso, quest'ultimo può prendere, secondo la grammatica sanscrita, sette differenti significati, e si otterrà così un numero illimitato d'interpretazioni. Con lo studio dei diversi elementi di questo verso potremo percepire un'infinità di queste qualità trascendentali di Sri Krsna che affascinano la mente di un puro devoto.
(continua nel prossimo numero)















LA PUBBLICITA'

di SATSVARUPA DASA GOSWAMI

Una rivista americana di tiratura nazionale ha di recente pubblicato un'inserzione a pagina intera intitolata: "Penso che la pubblicità sia una menzogna".
Il testo diceva: "La maggior parte dei pubblicitari lavora sodo per assicurarsi che la propria pubblicità sia onesta e veritiera. Se però vedeste un'inserzione o un annuncio commerciale che pensate non rispecchi la verità o che faccia delle affermazioni discutibili, c'è qualcosa che potete fare. Scrivere al National Advertising Review Board (NARB)".
Quando il NARB (che è composto da pubblicitari di fama e da organizzazioni commerciali) riceverà una protesta, si rivolgerà al pubblicitario e gli chiederà di provare quanto ha annunciato. Voi ci credete? Chiunque pensi che basta scrivere al NARB per eliminare le menzogne pubblicitarie è un'illuso. I giornali, le riviste e gli annunci pubblicitari televisivi prosperano sulla menzogna  poter essere felici acquistando sempre più cose materiali  e nessuna associazione di pubblicitari ha intenzione di dire che non è vero.
L'inserzione del NARB assicura: "La maggior parte dei pubblicitari lavora sodo". Probabilmente è vero, ma è da discutere che lavorino sodo "per assicurarsi che la loro pubblicità sia completamente onesta e veritiera". Sembrerebbe invece che essi lavorino sodo per creare un miraggio. Per esempio, sul retro della pagina dell'annuncio del NARB, abbiamo visto una pubblicità a pagina intera della Virginia Slims (sigarette) dalla quale abbiamo appreso che sebbene settant'anni fa venisse considerata scandalosa una donna che fuma, ora una modella aggiornata può tenere impunemente fra le dita un Virginia Slim  sottintendendo che inalando fumo e nicotina "Anche tu puoi diventare una donna libera e felice". A prescindere dalla liberazione della donna, il collegamento tra la sigaretta Slim, la libertà e il benessere che ne derivano sono una deliberata creazione illusoria. Lungi dall'essere un sintomo di progresso, le sigarette sono talmente nocive che il governo richiede che ogni pacchetto di sigarette riporti la scritta "Attenzione: Il Ministero della Sanità ha stabilito che il fumo di sigaretta è dannoso alla salute". E, nonostante ciò, i manifesti mostrano uomini virili (compresi i cowboy dell'immaginaria Country) e donne fotogeniche che ignorano coraggiosamente gli avvertimenti del Governo e ci chiedono: "Perché non li ignori anche tu?"
Non dovremmo riferire anche questo al NARB? E non dovremmo protestare anche per il fatto che troppe fabbriche di liquori vogliono che noi crediamo che bere regolarmente i loro prodotti produrrà una felicità meravigliosa anziché stati di intossicazione che potranno causare una morte precoce? La medesima storia viene ripetuta con qualche variazione in ogni inserzione pubblicitaria: "Anche tu potrai essere giovane, bello, in forma, forte, felice se solo acquisterai il nostro prodotto". Nel 1978, Alexander Solzhenitsyn, all'inizio del suo discorso all'Università di Harvard, commentò con acutezza: "I vostri schermi e le vostre pubblicazioni sono colmi di sorrisi a comando e di brindisi. A cosa è dovuta tutta questa gioia?"
E tuttavia, come possiamo protestare presso il NARB per questa totale menzogna? La sua pubblicità preannuncia già una mancanza di serietà nell'impegno che si è assunto nel ricercare gli imbroglioni. "Se siete interessati alla verità", afferma il loro annuncio, "o alla chiarezza di una inserzione commerciale (non sono ammesse questioni di buon gusto o argomenti di contenuto editoriale o programmatico), verrà chiesto al pubblicitario di dimostrarne la fondatezza". Se il NARB non accetta discussioni di "buon gusto" o sul "contenuto" di un'inserzione pubblicitaria, qual è allora la sua onestà o la sua veridicità? Come si fa a capire se una bugia è accurata o meno? Una bugia accurata diventa forse vera? Il servizio al pubblico del NARB è in effetti più di un tentativo di darci un calcio in faccia, di insultare la nostra intelligenza. Probabilmente pensano che la nostra intelligenza sia stata sgominata da decenni di esposizione massiccia ai loro cartelloni e ai loro spot pubblicitari.
La pubblicità ha una tale influenza sulla verità che in pratica i giornali e le riviste esistono solo come veicolo per gli annunci pubblicitari a pagamento. Ecco perché i giornalisti e gli editori devono pubblicare quelle "storie sensazionali": per vendere gli spazi pubblicitari. (Per esempio viene spesso inserita negli articoli sulle sette pericolose la fotografia dei devoti di Krsna semplicemente perché gli Hare Krsna con la loro testa rasata sono facilmente identificabili come "appartenenti a una setta". Cosa importa poi che non sia vero? Aiuta a far vendere giornali e riviste ed è quello che fanno tutti i mezzi di informazione). Quindi i nostri mezzi di informazione sono semplicemente complici nel mentire.
Come molti capiranno, la felicità degli uomini e delle donne che appare nella pubblicità è un'illusione, ma come per la maggior parte delle illusioni ciò non vuol dire che ciò che viene rappresentato non esista da qualche altra parte. Il miraggio del deserto fa pensare all'animale di aver trovato l'acqua e lo induce a correre verso questa illusione fino a quando trova la morte. L'acqua esiste ma non nel miraggio. Similmente, senza dubbio la vera felicità e il vero benessere esistono ma non si possono conseguire correndo dietro ai paradisi dei pubblicitari dove ci dicono che saremo felici comperando i prodotti X, Y o Z.
Nella Bhagavadgita, l'antico libro del benessere spirituale, la vera felicità è descritta come qualcosa che non dipende da uno stravagante consumismo.
Lo stadio della perfezione... è caratterizzato dall'abilità personale di vedere il sé con mente pura e di assaporare e gioire nel sé. In questo stato di gioia si è situati in una infinita felicità trascendentale e si gode attraverso sensi trascendentali... Dopo aver raggiunto questo stadio, si diventa consapevoli che non esiste più nulla da raggiungere.
Commentando questo verso, Srila Prabhupada scrive: "Fintanto che il corpo materiale esiste bisogna soddisfare le sue richieste: mangiare, dormire, difendersi e accoppiarsi. Ma una persona che è situata nel puro bhaktiyoga, la coscienza di Krsna, non risveglia i sensi pur soddisfacendo le richieste del corpo. Essa accetta invece le necessità della vita facendo buon uso di un cattivo affare e gode della felicità trascendentale in coscienza di Krsna."
Ai giorni nostri la conoscenza trascendentale si vede raramente in pubblico e la maggior parte della colpa va fatta ricadere sugli interessi commerciali che ricoprono ciò che abbiamo di più prezioso: la vita spirituale. Ma anche una massiccia campagna pubblicitaria per un modo di vivere edonistico non potrà estinguere la coscienza originale di Dio, presente nell'uomo né nessuno potrà mai trarre soddisfazione dal consumismo sempre più sfrenato.
I devoti di Krsna sostengono che la vera strada che conduce alla felicità è il risveglio della nostra coscienza di Dio originale. E benché si possa vendere la propria vita a degli interessi commerciali, non è mai troppo tardi per una persona per rifiutare il controllo mentale su vasta scala, anche se esercitato dalle più potenti macchine pubblicitarie, e dirigere la propria anima individuale verso il Supremo. Lì ciascuno troverà la propria posizione originale di eternità, conoscenza e gioia.















La Festa Della
Domenica

ogni domenica pomeriggio nel tempio più vicino a casa vostra

i centri hare krishna:

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CATANIA - centro culturale govinda  via san nicolò al borgo 28  tel. (095)552252
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DONNE
COSCIENTI DI KRSNA

Per approfondire l'argomento della liberazione della donna e il ruolo che ella riveste nel Movimento per la coscienza di Krsna vi proponiamo un'intervista a Sitarani devi dasi, una devota americana.

Domanda: In un'epoca dove il femminismo e la liberazione della donna sono diventati forze significanti nella società, spesso sorgono domande circa il ruolo delle donne nelle religioni strettamente collegate a culture di tradizione maschilista.
Dal punto di vista della coscienza di Krsna e della cultura che rappresenta  la tradizione vedica o vaisnava  che cosa ci puoi dire?
Risposta: Prima di tutto cerchiamo di capire qual è l'interesse essenziale del movimento per la liberazione della donna. Se guardiamo al di là della solita storia che la società dominata dall'uomo ha fallito nel garantire alle donne un'eguaglianza sociale, politica o economica, scopriamo che c'è un interesse più profondo. Direi che, fondamentalmente, le donne protestano per non essere rispettate e, più specificamente, per essere viste come strumenti di gratificazione maschile o oggetti sessuali. La nostra società è pervasa dal concetto della donna come fonte di piacere  specialmente piacere sessuale  per gli uomini. Immagini di donne attraenti sono usate in ogni maniera immaginabile per indurre la gente a pensare, agire o consumare in vari modi.
L'idea sottintesa o evidente che le donne siano fatte per il piacere dei sensi dell'uomo pervade la nostra cultura. E' un'umiliazione e un insulto per ogni donna di buon senso. Ciò che umilia è che la donna stessa  sia come essere psicologico che come essere spirituale  non è presa sul serio. Diventa, in un certo senso, una non-persona. Tutto ciò che conta è il suo corpo, quale merce da sfruttare. E le donne sono così condizionate da questo che arrivano ad accettarlo e a volte ne sono perfino lusingate.
La radice del problema è quella che i devoti chiamano la concezione "corporale" o materiale della vita. Tutti pensano di essere il proprio corpo, che il vero io sia questo corpo materiale esterno e temporaneo. E' un'illusione. E' la più grande illusione nella società materialista ed è la base di tutti questi problemi. Quando ci si identifica con il corpo, si cerca costantemente di controllare e trarre piacere da vari oggetti materiali, incluso i corpi degli altri. In questa illusione corporale, l'uomo cerca di godere della donna sessualmente e chiama questo "amore".
D: Ma anche la donna ha questa concezione corporea...
R: Naturalmente, e proprio per questo si trova intrappolata in una posizione ambivalente: non le piace l'idea di essere vista come un oggetto sessuale, ma vuole attrarre gli uomini perché questa è la sua natura femminile condizionata. L'abbigliamento e i cosmetici sono industrie multimiliardarie per un'ovvia ragione: le donne non possono affermare di essere puramente delle vittime passive della lussuria dell'uomo. Quindi devono accettarne le conseguenze.
La soluzione al problema della dominazione e dello sfruttamento maschile non è quella che le donne diventino dominatrici e sfruttatrici, in concorrenza con l'uomo per la supremazia sociale, economica e politica. La così detta supremazia non può soddisfare le donne più di quanto non soddisfi gli uomini. Sembrava che fossero solo potenti dirigenti ad avere ulcere e bruciori. Ora anche le donne che occupano alte cariche direzionali possono avere ulcere e bruciori. E' forse una grande conquista per la donna? O per chiunque?
D: Allora, qual è la soluzione?
R: Le donne stesse devono trascendere la concezione corporale di vita e liberarsi dalla gara sociosessuale. E naturalmente gli uomini devono elevare il loro grado di coscienza. La vita spirituale comincia con la realizzazione che noi non siamo il corpo materiale ma anime spirituali eterne. Le designazioni "maschio" e "femmina" si riferiscono solo al corpo materiale, quindi in definitiva non hanno niente a che vedere con l'anima o l'essere vivente. La semplice concezione che "io sono un uomo" o "io sono una donna" è maya, illusione. E l'attrazione sessuale è un prodotto di questa illusione, un'illusione che ovviamente colpisce sia gli uomini che le donne.
D: Perché l'attrazione sessuale è un'illusione?
R: C'è una storia che lo spiega. Una volta un uomo si innamorò di una donna bellissima e tentò di sedurla. Ma poiché la donna era molto pia, rifiutò le sue proposte. Quando però vide che l'uomo persisteva, gli disse che se fosse tornato dopo una settimana avrebbe soddisfatto i suoi desideri. L'uomo acconsentì con entusiasmo. Durante la settimana quella donna pia prese dei forti purganti ed emetici e cominciò a vomitare ogni cosa mangiasse, conservando feci e vomito in un contenitore.
In una settimana diventò magra, pallida e molto brutta. Alla fine della settimana, quando l'uomo lussurioso arrivò alla sua porta, non la riconobbe. Chiese alla brutta ragazza sulla porta dove fosse la bella ragazza che desiderava, ed elle gli rispose che era lei, ma egli rifiutò di crederle. Alla fine lo convinse che era proprio lei la donna che egli era venuto ad incontrare ma, per il suo piacere, aveva separato "gli ingredienti della sua bellezza" e li aveva conservati. Se lo desiderava, disse, avrebbe potuto godere dei "succhi della sua bellezza".
Pieno di entusiasmo l'uomo la pregò di mostrargli i succhi meravigliosi per poterne godere, così la donna gli mostrò feci e vomito. Quando aprì i vasi, naturalmente l'uomo fu disgustato e confuso. Quindi la pia donna gli spiegò che quelle feci e quel vomito erano gli unici ingredienti che mancavano alla sua bellezza e gli diede spiegazioni illuminanti sulla natura illusoria della bellezza fisica materiale.
Un uomo con una coscienza elevata non vede la donna sessualmente. Nella famosa definizione di Canakya Pandita di un jnani, un saggio, egli disse che un saggio vede tutte le donne, eccetto sua moglie, come sua "madre". Ciò significa che, proprio come normalmente un uomo non pensa alla propria madre come ad un oggetto per il piacere sessuale, dovrebbe vedere tutte le donne come madri in modo da non ritenerle strumenti per il proprio piacere egoistico.
Nel nostro movimento gli uomini sono soliti chiamare le donne "mataji" che significa mamma per coltivare questa idea di non sfruttamento. Ho sperimentato personalmente che nella coscienza di Krsna una donna ha una dignità vera perché è rispettata come un essere spirituale.
Il punto è che uomini e donne non saranno mai capaci di avere un rapporto di non sfruttamento fino a quando continueranno a vedersi come oggetti di gratificazione dei sensi. Lo potranno solo elevando la loro coscienza a livello spirituale e ciò è possibile esclusivamente in una società o comunità con un orientamento spirituale come la coscienza di Krsna.
D: Ammettiamo pure che, alla fin fine, noi non siamo né uomini né donne; non siamo forse soggetti alle capacità e limitazioni di questi corpi fintanto che siamo in essi? In questo senso, non c'è qualche distinzione, a livello fisico, tra uomini e donne?
R: Uomini e donne sono diversi, è ovvio. Sono diversi fisicamente, le donne possono avere figli e gli uomini no. E sono diversi anche psicologicamente.
D: Le femministe asseriscono che queste differenze psicologiche sono in gran parte il risultato di un condizionamento sociale o culturale.
R: Forse, ma le donne hanno comunque la loro natura condizionata, la loro psicologia materiale e le conseguenti limitazioni, come pure gli uomini che ne hanno altre. E queste limitazioni possono essere negate oppure superate con l'avanzamento spirituale. Una donna che cerca veramente la liberazione, cerca di trascendere la sua natura condizionata coltivando la conoscenza spirituale. La soluzione alla limitazione femminile non è quella di coltivare la mascolinità come fanno alcune femministe, ma di coltivare la spiritualità.
D: Cosa puoi dire sulla concezione vedica della "protezione della donna", l'idea che una donna dovrebbe essere protetta dal padre durante la sua infanzia, dal marito quando si sposa e dai figli adulti durante la vecchiaia? Alcune donne naturalmente reagirebbero in modo negativo all'idea che la donna abbia bisogno di stare sotto la "protezione" di un uomo.
R: Questa protezione dell'uomo nei confronti della donna non è una questione di dominazione egoistica o di sfruttamento bensì una cura sincera da parte di parenti affettuosi. Dato che le donne sono fisicamente più deboli e più vulnerabili emotivamente degli uomini, traggono beneficio dallo stare con uomini come il marito o i figli. Qualunque cosa alcune femministe affermino, è naturale per una donna avere un uomo che la curi. Ciò non significa che nessuna donna possa fare affidamento solo su sé stessa, ma, in generale, la donna cerca la compagnia e la protezione di un uomo.
Sappiamo tutti che le donne sono emotivamente più sensibili dell'uomo. Poiché le donne vogliono amore e protezione, sono facili prede di uomini che si atteggiano ad "amanti" e che poi approfittano solo di loro. Le donne escono ferite da questo tipo di esperienze. Quando una giovane donna è ingannata dall'uomo nel quale aveva fiducia ed al quale aveva dato il suo cuore, sarà difficile per lei fidarsi di un altro. Per una donna che non è stata casta in gioventù sarà molto difficile diventare casta più avanti quando sarà sposata. Quindi il sesso prima del matrimonio come tipo di vita è senz'altro controproducente per la fedeltà coniugale. Noi crediamo che per un buon matrimonio e una felice vita di famiglia, la donna (come l'uomo) debba essere casta, sia prima che dopo il matrimonio.
Questa idea che la donna abbia bisogno di protezione non implica mancanza di rispetto per la donna. Anzi, al contrario, implica rispetto e interessamento. I devoti rispettano le donne quali preziosi membri della società, non solo per il loro particolare valore come esseri umani, ma anche per il loro contributo quali mogli e madri. Noi non consideriamo queste funzioni insignificanti. La qualità della società umana riflette la qualità delle famiglie. L'essere madri e mogli sono funzioni sociali cruciali, quindi non pensiamo ci sia niente di avvilente nell'essere una buona madre o una buona moglie.
Con la così detta moderna liberazione della donna, una donna non protetta viene usata sessualmente dall'uomo, rimane incinta e quindi deve chiedere aiuti e protezione per poter mantenere il figlio indesiderato oppure uccide il bambino nel grembo. Questa è liberazione?
D: Ad alcune donne non piace l'idea della protezione maschile per via di esperienze negative dopo aver riposto fiducia negli uomini.
R: Sì, l'idea della protezione diventa ridicola quando si tratta di uomini che non sono materialmente e spiritualmente maturi e capaci di offrire una vera protezione. La maggior parte delle donne in vita loro hanno avuto ben poca esperienza al riguardo e quindi trovano questa idea difficile da capire. E come avrebbe potuto avere tale esperienza? Per essere capaci di offrire una sincera protezione ad una donna, un uomo deve essere al di sopra della mentalità materiale dello sfruttamento. Quanti uomini nella società moderna sono così? Per quanto posso vedere, quel tipo di mentalità pura è possibile solo in un movimento come quello per la coscienza di Krsna.
Il sistema della protezione da parte dell'uomo non può essere imposto artificialmente. Perché una donna possa accettare la protezione di un uomo, perché lei lo voglia, l'uomo deve essere di carattere elevato. Il sistema vedico sociale richiede un alto livello di moralità, non solo  naturalmente  da parte delle donne ma anche da parte degli uomini. Se il marito è di dubbia moralità, le scritture vediche dicono che la moglie casta non è obbligata ad associarsi con lui o a servirlo.
D: Nella coscienza di Krsna le donne sono rispettate dai devoti?
R: Naturalmente. Un vaisnava, un devoto, rispetta perfino una formica quale parte di Krsna, che dire quindi di tutti gli esseri viventi ed in particolare di quegli esseri che dedicano la loro vita ai più elevati ideali della coscienza di Krsna. Quindi il rispetto è naturale.
D: Cosa puoi dire sul ruolo della donna in una relazione coniugale? Sebbene le devote non siano costrette a sposarsi, la maggior parte alla fine lo fa. Come integrano il loro matrimonio con la vita spirituale?
R: In un matrimonio cosciente di Krsna marito e moglie si aiutano l'un l'altro nell'avanzamento spirituale. I nostri testi sacri spiegano che la moglie condivide i meriti del marito. Marito e moglie avanzano insieme nella vita spirituale, condividono i successi l'uno dell'altro e potranno ottenere lo stesso grado di realizzazione spirituale. In sanscrito il marito è chiamato patiguru "maritoguru" perché dovrebbe agire come guida spirituale della moglie. La moglie è definita dharmapatni, la compagna nella vita religiosa dell'uomo. Bisogna inoltre precisare che, sebbene l'uomo sia generalmente considerato la guida spirituale della moglie, ci sono molti esempi, sia nella tradizione che nel nostro movimento, in cui la donna è spiritualmente più forte. Conosco numerosi casi nel nostro movimento in cui le mogli hanno portato i loro mariti a conoscere la Coscienza di Krsna o li hanno aiutati a superare debolezze spirituali, o dove gli uomini non hanno saputo mantenere e seguire a lungo la Coscienza di Krsna, mentre le mogli sono rimaste nel movimento continuando ad avanzare spiritualmente.
La moglie può essere una vera fonte di forza per il marito. Lo SrimadBhagavatam ci dà l'analogia che proprio come il comandante protegge il forte dall'invasione di saccheggiatori, la moglie protegge il corpo del marito dall'essere conquistato da desideri materiali che cercano di saccheggiare il corpo. Una moglie spiritualmente forte può aiutare il marito a dominare il desiderio sessuale.
Nel matrimonio cosciente di Krsna sia i mariti che le mogli lavorano per progredire nella vita spirituale. Il matrimonio è un sacramento religioso perché è dedicato al servizio al Signore. Krsna è il centro della relazione. L'attaccamento a Krsna da entrambe le parti supera l'attaccamento reciproco. E questo aiuta a mantenere pura la relazione.
D: E' possibile per una donna raggiungere la perfezione spirituale più elevata nella coscienza di Krsna? Ci sono restrizioni?
R: Assolutamente no. Chiunque segua le istruzioni del maestro spirituale e dei testi sacri è qualificato per ottenere la perfezione nella coscienza di Krsna. Non ci sono restrizioni di alcun tipo.
D: Nella tradizione della coscienza di Krsna esistono esempi di grandi devote, sante o guide spirituali?
R: Ce ne sono molti. In testi quali il Mahabarata e lo SrimadBhagavatam troviamo resoconti storici di grandi donne sante come Draupadi, la moglie dei Pandava; Gandhari, la moglie ascetica di Dhrtarastra; Kunti, zia di Krsna; Devahuti, la madre di Kapiladeva.
Abbiamo pubblicato un libro: "Gli insegnamenti della Regina Kunti" che presenta la spiegazione di Srila Prabhupada della famosa preghiera di Kunti devi a Sri Krsna. E questi sono solo alcuni esempi.
D: E per quanto riguarda le donne ascete, dedite alla rinuncia? Le donne spesso sono descritte per lo più come caste mogli e madri, e a volte come ostacolo per gli uomini.
R: I testi sacri dicono che le donne generalmente sono meno inclini all'ascetismo rispetto agli uomini ma ciò non significa che non devono lottare per un ideale ascetico. I testi sacri descrivono le donne come causa di intrappolamento materiale per l'uomo, ed è vero. Ma le scritture danno un equilibrio a questa affermazione dicendo che gli uomini sono anche una trappola materiale per le donne. Come la donna è maya (illusione) per l'uomo, gli uomini sono maya per le donne perché possono fornire solo una protezione temporanea. Una donna illuminata realizza che alla fine lei dipende solo dal Signore Supremo, Krsna.
Fintanto che l'uomo e la donna stanno insieme per la gratificazione dei sensi, la donna è pericolosa per l'uomo e l'uomo è pericoloso per la donna. Ma se il loro attaccamento è trasferito verso Krsna, come succede in un matrimonio spirituale, sia l'uomo che la donna diventano coscienti di Krsna e raggiungono la completa liberazione.
Quindi, la rinuncia non è solo un'attività dell'uomo. Nella cultura vedica, quando un uomo in età avanzata lascia la casa dedicandosi alla rinuncia, diventando cioè sannyasi, anche la moglie si dedica alla rinuncia. Lei non lascia la casa come fa il marito. Vive con i suoi figli maggiori e dà un esempio elevato di austerità e santità per l'intera famiglia.
D: Funziona così anche nel movimento per la coscienza di Krsna?
R: Fra noi le donne hanno una grande opportunità di rinuncia, più di quanto fosse generalmente possibile nella società vedica. In tale società infatti una giovane donna passava direttamente dalla casa del padre alla casa del marito e non poteva praticare la rinuncia fino ad età avanzata, quando il marito diventava sannyasi. Ma quando Srila Prabhupada arrivò in America per la prima volta, vide che in occidente la gran parte delle ragazze prima di sposarsi vivevano da sole per lungo tempo. Molte di queste "donne indipendenti" erano attratte dal suo nuovo movimento, quindi creò un brahmacariniasrama, una situazione nella quale le donne non sposate potessero vivere come nubili sotto la protezione della comunità del tempio, vivendo lo stesso tipo di vita devozionale ascetica dei discepoli maschi.
D: Sebbene uomini e donne sembrino avere uno stesso status spirituale, vediamo che mangiano, servono e adorano separatamente. Perché?
R: Per l'ovvia ragione che in una comunità dove ci sono anche donne nubili e uomini celibi, la castità deve essere preservata. Nel sistema indiano tradizionale, solo gli uomini vivevano all'interno della comunità dell'asrama. Per rendere la coscienza di Krsna disponibile anche alle donne, Srila Prabhupada ha dato il benvenuto nella comunità anche a loro ma ha organizzato che brahmacari e brahmacarini (cioè devoti e devote non sposate) vivessero separatamente così che l'atmosfera del tempio rimanesse pura e serena, indisturbato da comportamenti illeciti tra i due sessi.
D: Ma questa separazione non porta a ruoli stereotipati sia per gli uomini che per le donne del movimento?
R: Per quanto riguarda il servizio devozionale, le donne compiono ogni genere di attività. Non ci sono vocazioni esclusivamente femminili o maschili nel movimento. Sia gli uomini che le donne cucinano, puliscono, educano i figli. E piuttosto che rimanere confinate in casa, le nostre donne sono molto incoraggiate ad essere delle predicatrici missionarie sicure di sé. Ci sono molte donne attive nell'arte: pittura, scultura, musica e danza classica. Le donne devote sono attive nei lavori pubblici, tengono conferenze... Sono attive e produttive in ogni settore.
D: Hai qualche commento finale?
R: Sì, invitiamo sinceramente tutte le donne interessate a realizzare la loro piena potenzialità come donne, esseri umani ed spirituali ad unirsi alla Coscienza di Krsna. Questa è la vera liberazione della donna.















L'OSSERVATORE
VEDICO

Commenti a fatti e avvenimenti del nostro tempo a cura di Matsya Avatara dasa



LA QUESTIONE SESSUALE

All'inizio della prima delle quattro ere cosmiche, il Satyayuga, l'era della purezza, gli uomini e le donne vivevano senza troppe convenzioni sociali: non c'erano istituzioni, né leggi, perché tutti erano perfettamente consapevoli della loro natura spirituale e dello scopo ultimo della vita umana. Le donne non erano tenute ad avere un unico marito e questi non si sentivano offesi nel vedere le loro donne procreare con altri uomini. Tutti erano felici e liberi nei loro comportamenti e movimenti, poiché nessuno agiva motivato dalla lussuria; la castità e l'innocenza non erano compromesse. I bambini venivano allevati con grande cura e amore in un'atmosfera di perfetta armonia con la gente e la natura. L'umanità viveva come in paradiso (il paradiso terrestre di cui parlano le sacre Scritture). Poi, nel corso del tempo, per il naturale sopraggiungere dell'influenza materiale della passione e con il progressivo declino della spiritualità, le cose volsero gradualmente al peggio e, per evitare conflitti sociali, il Signore cosmico, Narayana, diede agli uomini, per il loro bene, istituzioni e leggi da seguire (Veda). Così la purezza presupposto essenziale per una vita felice e di progresso spirituale, che era stata in precedenza frutto della saggezza spontanea, fu garantita con la legge. Così, ad esempio, per regolare la vita sessuale, la procreazione e la corretta educazione dei figli, fu istituita la famiglia con tutte quelle regole che conosciamo dalle Scritture sacre. Dopo l'era di Satya, seguì il Treta-yuga, poi Dvaparayuga, e infine, dopo quasi quattro milioni di anni dalla creazione (*1), eccoci in Kaliyuga, l'era della discordia e dell'ipocrisia.
La società contemporanea è diventata caotica perché dominata da una cultura apertamente materialista che ne condiziona tutti gli aspetti: oltre a quelli pubblici, anche quelli più intimi e riservati.
Nella vita quotidiana tutti i consumi sono sempre più stimolati e indotti da una pubblicità a sfondo sessuale, divenuta progressivamente invadente, aggressiva e talvolta ossessionante. Negli ultimi decenni la società dei consumi, con la sua logica produttivisticoconsumistica, per incrementare i bisogni artificiali di prodotti scadenti e spesso superflui, ha sempre più scopertamente usato il nudo per stimolare, attraverso sofisticate tecniche di comunicazione, la fantasia erotica del pubblico che, accattivato dalle vistose o "sottili" immagini pubblicitarie, guarda poco alla reale consistenza, utilità e convenienza dei prodotti. Immagini di corpi femminili e maschili, giovanissimi o non più giovani, in atteggiamenti disinvolti o provocatori, compaiono ormai ovunque e a sproposito; su grandi manifesti, negli spot televisivi, sulle copertine dei settimanali più diffusi dove imperversano e dominano. Altre immagini, anche se più velate, ma sempre a stimolo erotico, hanno ormai invaso anche il mondo "verde" dei bambini e degli adolescenti: dai diari scolastici ai libri, dall'abbigliamento ai giocattoli, allo sport. Anche il genere "Walt Disney" è stato ridisegnato secondo quest'ottica e i suoi personaggi sono alquanto cambiati: persino la nuova Cenerentola è diventata "sexy".
Il corpo umano viene adulato e vezzeggiato, quasi come un idolo pagano, ma nel frattempo viene anche dissacrato e mercificato, progressivamente e in silenzio. Insomma è stato creato il "prodotto sessuale" industriale, di largo consuma, del tipo usa e getta. Intere generazioni vengono orientate allo sviluppo di una coscienza materialisticoedonistica. Quasi senza accorgersene è scomparsa l'"anima" dal circuito della cultura e dell'informazione, mentre l'attenzione per il corpo, per la materia, impera quasi sovrana. Nell'ottica materialistica la persona non è spirituale, non le si riconosce uno scopo ultimo trascendente, e il piacere dei sensi costituisce l'essenza stessa della vita.
La dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti del 1776 diceva che la ricerca della felicità è un diritto inalienabile. Questo è vero, però dovremmo sapere in che cosa consiste la felicità! Come se qualcuno ci proponesse di acquistare un po' d'oro: per prima cosa dovremmo identificare le sue caratteristiche, poiché non tutto ciò che luccica è oro. Lo stesso dovrebbe valere per la felicità. I Veda, i più antichi libri della sapienza, ci informano che una della caratteristiche intrinseche dell'anima spirituale è la felicità (ananda) e che questa è vissuta nel suo massimo quando la persona si innamora di Dio e Lo serve con devozione. I Veda insistono sulla differenza sostanziale che c'è fra l'amore per Dio, Sri Krsna, e il cosiddetto amore per la materia, il primo è vero amore, l'altro è soltanto cupidigia (kama). I saggi hanno sempre praticato il controllo della mente e dei sensi impegnandoli al servizio di Dio (*2), mentre i malvagi e gli stolti, schiavi dei sensi, hanno da sempre ricercato il piacere effimero e illusorio della materia. Nella letteratura vedica, i primi vengono chiamati deva, e i secondi asura (*3).
Citando dallo SrimadBhagavatam, 1.1.1, dal commento di Sua Divina Grazia Srila Prabhupada: "La vita sessuale materiale non è altro che il riflesso distorto del principio di piacere nella sua forma pura, originaria, che trova la sua piena realtà nel mondo spirituale, nella Verità Assoluta, (questa è un'altra occasione per comprendere che la Verità Assoluta non può essere impersonale, altrimenti come potrebbe essere la sede della sessualità, della sessualità pura?). Gli uomini ignoranti della vita sessuale nella sua forma pura, spirituale, si abbandonano alle attività pervertite della sessualità materiale, che essi vedono come le uniche reali".
Oggi, purtroppo, a causa di pessima educazione e informazione, la maggioranza della gente quando parla di persona si riferisce al proprio corpo, scambiando l'essere vivente, spirituale ed eterno che vive prigioniero nel corpo, con il suo involucro materiale e quindi temporaneo. Questo grossolano malinteso, tipico della cultura materialista, genera tutta una serie di errori di valutazione e di espressione, come il riferirsi ai rapporti sessuali definendoli rapporti di "amore": il piacere dei sensi viene scambiato per felicità, quando invece produce il suo esatto contrario, la sofferenza (*4. Bg 5.22). Mentre l'amore purifica l'esistenza ed eleva l'essere che coltiva tale sentimento, la cupidigia lo degrada e lo avvolge nell'ignoranza. Secondo la loro visione meccanicistica dell'esistenza, i materialisti definiscono i rapporti sessuali come bisogni fisiologici, senza tenere in considerazione che questi bisogni sono alimentati e amplificati dal tipo di coscienza che un particolare individuo si trova a vivere; una persona sotto l'influenza della virtù (*5. sattvaguna) avrà stimoli molto diversi da chi è influenzato dalla passione e dall'ignoranza (*5. rispettivamente rajaguna e tama-guna).
Poiché tutti sappiamo quanto la coscienza risenta dell'ambiente in cui si forma, è altrettanto evidente quanto sia deleterio vivere in un ambiente pervaso dalla lussuria. La vita sessuale in genere, così come è intesa oggi, risente negativamente del suddetto malinteso materialista. In prima istanza le conseguenze sono costituite da grandi disagi individuali nella relazione di coppia con inevitabili contraccolpi sulla famiglia. Quando predomina la ricerca del piacere materiale si instaura una mentalità edonista generatrice di una filosofia comportamentale sessualmente" libera" da principi religiosi, con conseguente promiscuità che produce aborti e gravissime malattie, fisiche e mentali, a ritmo crescente. Anche all'interno dell'istituzione matrimoniale i coniugi rischiano di perdere la visione d'insieme e lo scopo ultimo della vita umana, cioè la liberazione dell'essere immortale dalla schiavitù della materia. Una visione materialista, distorta, porta invece a dolorosi conflitti e in quelle condizioni il matrimonio, anziché essere un sodalizio per aiutarsi a progredire, diventa un inferno dal quale uscire al più presto; da qui il ricorso al divorzio, con tutte le sue dolorose conseguenze di legalizzata violenza sui figli.
Credo sia giunto il momento di appellarci a tutte le persone consapevoli per invitarle a contribuire al risanamento della società perché l'attuale decadenza morale, generata dalla pseudocultura materialista, porta all'infelicità dei singoli e della collettività; talvolta al suicidio, a conflitti armati, al disordine generale, all'impoverimento economico e al disastro
ecologico. Complessivamente il nostro sistema socioeconomico, il mercato, è basato sull'inculcamento nelle masse della convinzione che, se non si è continuamente e intensamente eccitati, se non si sta freneticamente a godere con i sensi, la vita non si è vissuta, la vita sia vuota, indegna, priva di significato. Così, con i sensi fuori controllo, il nostro povero corpo, le cui risorse sono ovviamente limitate, incomincia ad indebolirsi, a non reggere il ritmo per le continue stimolazioni.
Vuoi per l'invecchiamento, vuoi proprio per questo sistema di vita impregnata di stress, l'individuo (il jivaatma) crolla in uno stato di radicale frustrazione e depressione, per il quale un siffatto sistema materialistico non ha, e non può avere, strutturalmente, alcuna via di uscita, alcun rimedio. Dall'altro lato, contemporaneamente, questo culto dei sensi fa sì che l'individuo e la società nel suo complesso percepiscano come un attentato tirannico, immorale, antidemocratico, al principio della libertà (di godere) l'affermazione di ogni ideale che contraddica tale principio: vedi le rabbiose reazioni di un certo ambiente ideologico contro il semplice consiglio recentemente dato dal Pontefice alle cattoliche Bosniache, rimaste gravide a seguito degli stupri di guerra.
Detto questo si può capire quanto sia importante condurre una vita basata su valori spirituali, che produca una sostanziale purificazione dei nostri sensi, mente e intelligenza, affinché si possa prendere pieno vantaggio della forma umana, chiedere una volta per tutte con il ciclo di morti e rinascite, e tornare a casa nostra, da Dio, nel mondo spirituale, da dove siamo venuti. I saggi in tutte le tradizioni spirituali autentiche, hanno sempre messo in guardia contro i pericoli della corruzione morale, e hanno sottolineato l'importanza della preghiera, dell'ascesi e della castità, non come fine, ma come strumenti di purificazione per giungere all'amore per Dio.
Oggi, nell'era di Kali in cui viviamo, dove le qualità umane sono molto scadute, il metodo più semplice di realizzazione spirituale, e anche l'unico possibile, raccomandato da tutte le Scritture rivelate (Veda, Bibbia, Corano *6) è l'invocazione dei Santi Nomi di Dio. Con l'aiuto di tale metodo è ancora possibile evitare le alienazioni e le disastrose conseguenze di una cultura materialistica, vivere dignitosamente, secondo gli insegnamenti del Signore, migliorare noi stessi e l'ambiente in cui viviamo, e portare un concreto contributo di cultura spirituale a questa società sofferente.
Tutto questo anche senza dover cambiare la nostra posizione sociale né dover rinunciare artificialmente a quelle facilitazioni della società contemporanea che non compromettono i principi etici, purché incrementiamo la nostra Coscienza di Krsna.



Note

*1. Un ciclo del tempo cosmico si chiama kalpa, per la durata di 4.320.000 anni solari, durante i quali si succedo quattro stagioni o ere: satya, treta, dvapara, kali.
*2. Bhaktiyoga: lo yoga dell'amore e della devozione a Dio, Sri Krsna.
*3. Deva: devoti del Signore, sempre desiderosi di seguire le Sue istruzioni, e benevoli verso tutti gli esseri viventi. Asura: persone con vedute atee, sempre pronte a sfruttare le risorse della natura, indifferenti alle sofferenze altrui; non riconoscono alcun valore trascendente.
*4. Bhagavad-gita, detta anche Gitopanisad.
*5. I tre guna: sono le tre influenze della natura materiale.
*6. La massima opera della letteratura vedica, lo SrimadBhagavatam, raccomanda lo harinamasankirtana come yugadharma, cioè la religione per l'epoca in cui viviamo. Nella tradizione spirituale vaisnava si giunge all'amore per Dio cantando in coro o in privato: Hare Krsna Hare Krsna Krsna Krsna Hare Hare Hare Rama Hare Rama Rama Rama Hare Hare.
Colgo l'occasione per ringraziare gli amici Roberto e Marco per il loro contributo.
Fine note.















SRIMADBHAGAVATAM

La Sublime Storia Di Krsna Per Bambini

di JAHNAVI DEVI DASI

Secondo canto, parte prima e seconda
(capitoli 110)

Il re Pariksit fece moltissime domande a Sukadeva Goswami per sapere che cosa fare prima di morire, perché gli restavano solo sette giorni da vivere.
Allora Sukadeva Goswami cominciò a dare al re Pariksit la conoscenza spirituale: prima di tutto gli descrisse come il Signore, nella forma di Garbhodakasayi Visnu, creò l'universo sdraiato su Ananta Sesa, il serpente spirituale che gli fa da letto. Poi, dall'ombelico di Sri Visnu, sboccia un fiore di loto, con al suo interno Brahma.
Brahma è il primo essere vivente che è stato creato.
Egli voleva creare altri esseri viventi, ma vide che c'era un gran buio dappertutto, quindi decise di meditare per mille anni celesti. Dopo questo tempo, la melodia del flauto di Krsna entrò nell'orecchio di Brahma con il suono OM. Quando il suo suono fu espresso dalla bocca di Brahma, fu conosciuto come Gayatri Mantra.
Quindi Brahma studiò tutta la conoscenza spirituale vedica e divenne così il maestro spirituale originale.
Brahma creò gli altri esseri viventi, secondo le istruzioni di Sri Krsna (Visnu). Sri Visnu mantiene la creazione, e alla fine Siva la distrugge.
Quando Maha Visnu inspira, i pianeti spariscono, mentre quando Maha Visnu espira vengono creati nuovamente.
(a cura di Tirtha dasa brahmacari)



Orizzontali: 1. Il saggiò che istruì Pariksit. 2. E' sdraiato su Ananta Sesa e dal Suo ombelico nasce un fiore di loto. 3. Nasce dal fiore di loto sbocciato dall'ombelico di Visnu ed è il primo essere vivente. 4. Quando inspira fa sparire i pianeti, quando espira li fa riapparire.
Verticali: 1. Impara da Sukadeva Goswami. 2. Distrugge la creazione, 3. Il serpente che fa da letto a Sri Visnu.















I DIALOGHI DI SRILA PRABHUPADA

L'Operatore Della Macchina Universale

Conversazione tra Sua Divina Grazia A. C. Bhaktivedanta Swami Prabhupada e alcuni suoi discepoli svoltasi durante una passeggiata mattutina a Perth, in Australia, nel maggio del 1975.



Srila Prabhupada: Gli atei dicono che non c'è nessun Dio, nessuna guida in questa grande macchina universale. Ma gli atei hanno qualche esperienza di macchine funzionanti senza un guidatore?
Devoto: No, ma non puoi paragonare l'intero universo a una qualsiasi macchina costruita dall'uomo.
Srila Prabhupada: Perché? Proprio l'altro giorno abbiamo visto in Giappone una stampante enorme. Stampava i fogli e li raccoglieva impilandoli  molte cose venivano fatte automaticamente, tutte dalla macchina. Similmente, nella macchina dell'universo si susseguono le stagioni, sorge il sole, l'acqua degli oceani si muove sotto forma di onde. Tutto viene fatto in modo automatico: il sole e la luna si levano all'ora giusta e le stagioni si susseguono al momento giusto. Non è così che funzionano le macchine?
Devoto: (assumendo il ruolo di un ateo) Ma questa macchina universale è così meravigliosa che funziona senza un guidatore.
Srila Prabhupada: Sei un mascalzone e un ottuso e perciò non capisci che c'è qualcuno che fa funzionare questa macchina universale. Non puoi aver mai visto macchine funzionare da sole. Perché pensi che questa macchina universale debba funzionare senza una guida? E' un'idea assurda.
Devoto: Esistono delle macchine automatiche.
Srila Prabhupada: No; dietro ogni macchina c'è un guidatore.
Devoto: Qualcuno deve accenderla e spegnerla.
Srila Prabhupada: Sì; non esistono macchine automatiche. Questo è impersonalismo.
Devoto: Noi riusciamo a vedere il guidatore di queste piccole macchine ma non vediamo quello della macchina universale.
Srila Prabhupada: Avete visto il guidatore della centrale elettrica? Pensate che la centrale elettrica funzioni da sola?
Devoto: Potremmo vederlo se lo volessimo. Potremmo andarci anche subito.
Srila Prabhupada: Sì e potreste anche andare a vedere Krsna ma dovete prima essere qualificati.
Devoto: Non è così facile.
Srila Prabhupada: E' molto facile. Krsna dice nella Bhagavad-gita: bahavo jnana-tapasa puta madbhavam agatah: "Molti sono venuti a Me in passato dopo essersi purificati mediante la conoscenza e la austerità". Perché siete scontenti? Potete andare da Krsna. Striyo vaisyas tatha sudras: potete tornare da Lui anche se siete di bassa nascita o se siete poco intelligenti. Krsna è aperto a tutti. Bisogna semplicemente qualificarsi, tutto qui. E in che cosa consiste questa qualifica? Krsna dice: manmana bhava madbhakto madyaji mam namaskuru: "Pensa sempre solo a Me, diventa Mio devoto, adoraMi e offriMi i tuoi omaggi". Dovete fare queste quattro cose. Abbiamo aperto i nostri templi a questo scopo in modo che tutti possano pensare sempre a Krsna, adorarLo, offrirGli gli omaggi e diventare Suoi devoti. Allora, mam evainyati yuktaivam: senza dubbio andrete da Lui. Cosa c'è di difficile?
Devoto: L'operatore della centrale elettrica la fa funzionare e non è necessario vederlo. Possiamo semplicemente sfruttare l'elettricità fornitaci dalla centrale.
Srila Prabhupada: Questo è quello che fate se siete dei mascalzoni, degli stupidi. Ma se siete abbastanza intelligenti, vi chiederete: "Chi è l'operatore? Voglio vederlo". Questa è la differenza tra una persona intelligente e una persona ottusa.
Mi hanno raccontato una volta la storia di un ragazzino che picchiava su un tamburo  dumm, dumm, dumm. Si incuriosì e pensò: "Da dove viene questo suono? Ci deve essere qualcuno dentro al tamburo". Lo aprì e vi guardò dentro. Questa è intelligenza. Uno studente ottuso avrebbe pensato: "Suona, tutto qui", mentre un ragazzo intelligente chiederà sempre: "Cos'è questo, papà? Cos'è quello?".
Quindi se si è molto ottusi come i gatti e i cani, non ci si chiederà chi è la guida della macchina universale. Se si possiede la forma umana bisogna farsi questa domanda, altrimenti si rimane gatti e cani.
Devoto: E il corpo, Srila Prabhupada, non è anch'esso una macchina?
Srila Prabhupada: Sì.
Devoto: Ma gli scienziati sostengono che esso è più complicato di qualsiasi macchina perché può pensare, sentire e volere, mentre la macchina non è in grado di farlo.
Srila Prabhupada: Gli scienziati non riescono a capire che il pensare, il sentire e il volere provengono dal guidatore della macchina, l'anima. Questi mascalzoni non riescono a capirlo. Krsna dice: dehino 'smin yatha dehe: all'interno della macchina corporea c'è il guidatore, l'anima.
Devoto: Come il ragazzo cercava di trovare la causa del suono del tamburo, così gli scienziati cercano di trovare la causa del mondo materiale. Questa non è intelligenza?
Srila Prabhupada: Sì, ma non hanno raggiunto l'obiettivo finale.
Devoto: Ci stanno provando.
Srila Prabhupada: Ci stanno provando, lo ammetto, ma la loro conclusione è che non esiste nessuna guida. Sono stupidi. Dovranno andare avanti fino ad arrivare alla conclusione che: "Sì, c'è un guidatore".
In questo consiste l'obiettivo finale della loro ricerca. Krsna dice nella Bhagavad-gita: bahunam janmanam ante jnanavan mam prapadyate: Dopo innumerevoli nascite di ricerca sincera, colui che è veramente intelligente si arrenderà a Me". E in seguito, vasudevah sarvam iti "Comprenderà che Vasudeva (Krsna) è tutto".
Ma gli scienziati stanno perdendo tempo. Quando noi diciamo: "Ecco Krsna, il guidatore della macchina universale", essi non Lo accettano preferendo piuttosto perdere tempo vita dopo vita, a soffrire e vagare. Ma un giorno arriveranno alla conclusione che Krsna è il guidatore che dirige l'intero universo.















Scopri la spiritualità!

Bhagavad-gita titolo (che significa "il canto del beato") di un poema religioso indiano, contenuto all'inizio del libro VI del Mahabharata. Comprende settecento versi e consiste tutto nella risposta data da Krsna al problema di Arjuna, che, al momento di iniziare la battaglia non si sente di combattere contro parenti, maestri e amici militanti nell'esercito avversario: Arjuna deve invece compiere il suo dovere di guerriero sapendo di uccidere solo il corpo dei nemici, non l'anima che è eterna; inoltre, deve agire mantenendosi distaccato dal risultato dell'azione che non va compiuta per fini esterni ma solo per obbedienza al proprio compito: questo atteggiamento libera dal karma...
Terminato l'ammaestramento, Krsna si mostra ad Arjuna nel suo reale aspetto di Dio Supremo, origine e fine di ogni cosa.
Enciclopedia Europea Garzanti

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Fine del numero di maggio-giugno 1993.